What’s up and what’s down

Barbara
Sidi Bou Said

Ho ritrovato a casa dei miei, nella scatola dei ricordi, un vecchio libricino dove ho scritto la cronaca di una vacanza in Tunisia con la mia amica Betta.

Era il 2010, mi sembra un secolo fa.
Ero separata da circa 10 mesi, muovevo i primi, timidi passi nel mondo “reale”, fuori da quella prigione ovattata che mi ero costruita. Ero alla ricerca disperata di me stessa, quella me stessa che ero prima di plasmarmi ad immagine e somiglianza del mio ex marito.

Avevo paura di tutto e di tutti.
Che tipo di vacanza mi ha proposto la Betta? non certo una rilassante villeggiatura al mare. Mi ha quasi imposto una gita culturale/alternativa, fra musei, mercati locali, moschee e medine, completamente immerse nella realtà locale.

Per me è stata una bella prova, ma devo dire che ricordo quei momenti con estremo piacere.
Anche la scrittura, ho notato, si è andata modificando.
Da “compitino scolastico” è diventata più fluida e coinvolgente.
Meno rigida, proprio come me.

Tutto cambia.
E, con un po’ di fortuna, si spera sempre in meglio.

Così scrivevo il 27 marzo 2010
“Sidi Bou Said, in terrazza a bere the alla menta con pinoli.
Ho avuto la malaugurata idea di mettermi una tuta bianca che lascia poco spazio all’immaginazione. L’avventura alla Medina si rivela quindi più difficoltosa del previsto. La stanchezza, gli insistenti e indiscreti sguardi degli autoctoni, il vociare folle di un pazzo che fa ruotare un contenitore con dell’incenso al margine della strada mi fanno sclerare definitivamente. Elisabetta, con la sua inseparabile guida, confusa e preoccupata per gli astiosi silenzi dell’amica, non riesce a trovare il famoso hammam, una delle mete della giornata, presa dallo sconforto chiede aiuto ad una passante tunisina, fortunatamente si rivela essere un’insegnante di inglese. La suddetta ci chiede, dopo averci indicato la strada: ‘ma avete il necessario, shampoo, balsamo?’. Noi, mortificate dalla domanda e capendo quindi che l’hammam non è altro che un banale bagno pubblico e non una spa per massaggi, desistiamo dal proposito. Io, che già mi immaginavo fra i vapori del bagno turco, trattengo a stento le lacrime…”

 

Grazie Betta perchè mi hai fatto il dono più grande che si possa immaginare: mi hai presa per mano e hai aperto la mia mente a situazioni, posti e persone nuove, mi hai insegnato a non giudicare mai niente e nessuno a priori, a non avere pregiudizi… e a buttarmi con coraggio.

Calzedonia
vai così Victoria

 

Cipia LeClerc

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What’s up:

  • Lo so, sto per scrivere una banalità: ma quanto si sta bene con un filo di abbronzatura?!! Niente fondotinta, solo un po’ di fard, tanto mascara e un velo di gloss
  • Gonnellone lunghe. Non solo in voilè ma anche in maglina di cotone, da portare con una maglietta simpatica o camicia di jeans, magari con una cintura “importante” sui fianchi
  • Costumi con il reggiseno a fascia, con tante ruches
  • Stampa rettile, cocco, zebrata, l’animalier non cade mai in disgrazia. Questa stagione lo troveremo soprattutto negli accessori e mixato con colori forti e accesi (mi raccomando però, non pelle vera, solo “stampa effetto animalier”)
  • Chi l’avrebbe mai detto che Victoria Beckham sarebbe diventata un’icona di stile? Da bella bambolina un po’ artificiale (e per niente dotata nel canto) è riuscita a costruire un’impero della moda, con capi ed accessori estremamente raffinati
  • Anche Valeriona Marini si sposa. Coraggio over 40, c’è speranza per tutte
  • La cipria migliore al mondo? T LeClerc Paris. L’ingegnoso procedimento di fabbricazione di questa cipria fatta di polvere di riso, l’utilizzo di prodotti naturali sterilizzati e l’assoluta purezza dei suoi componenti restano ancora oggi segretamente custoditi. Da povare almeno una volta nella vita
  • Il profumo Molecule 01 Escentric. è un profumo avant-garde e rivoluzionario in quanto non è altro che un unico aroma chimico, infatti opera a livello Feromonico. Le impercettibili note vellutate e legnose svaniscono e riaffiorano nel tempo, conferendo a chi lo indossa un’indefinibile radiosità
Image and video hosting by TinyPic What’s down:
  • Abbronzatura selvaggia, tendente inesorabilmente all’arancione? Anche no! Sapete che esiste un nome per la dipendenza da tintarella? si chiama Tenoressia
  • Evitate le gonne lunghissime e soprattutto a righe orizzontali se non siete sopra il metro e sessantacinque centimetri d’altezza
  • Il costume a triangolo sta bene un po’ a tutte, ma perchè non cambiare un po’?
  • Ho visto delle borse terrificanti in un negozietto al Mar Rosso: in vero coccodrillo con addirittura il musetto dell’animale sul davanti, tipo mummificato, una cosa angosciante
  • Anche JLo ha provato a cimentarsi nella moda, con risultati non molto chic, ma a noi piace così.. esagerata e al limite del tamarro
  • Ma poi, dove sta scritto che ci si debba sposare per sentirsi “arrivate”?
  • In tempo di crisi è giusto fare un po’ di economia, ma non priviamoci di piccoli lussi quotidiani e soprattutto non lesiniamo sulla cura della nostra persona. Sentirsi belle e sicure è un diritto inalienabile che andrebbe al primo posto di ogni costituzione
  • Ci sono certi profumi (soprattutto commerciali) che mi fanno venire il mal di testa, tanto sono forti, uno di questi e J’adore di Dior. Nauseante
Incartapecorita

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Barbara

Sono cremonese ma adottata da un piccolo paese a sud di Brescia: Capriano del Colle. Il mio lavoro è incentrato interamente sulla comunicazione. Vivo di parole, mi nutro di pensieri. Dedico questo blog alla mia fan più sfegatata, l’antesignana del coordinato scarpa/borsa, la teorica del rossetto rosso in ogni occasione, perché so che anche da lassù fa il tifo per me… Nonna Lina, grazie per avermi reso la donna che sono...

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