Una principessa nelle fogne

Maria Rachele Maiavacca

Tagged:

“Come comportarsi da signora in ogni situazione”

Rachele cosa hai fatto!!!

Sei l’esperta di bon ton…Scommetto che è stata la prima cosa che tu, caro lettore hai pensato appena hai letto il titolo del mio racconto di oggi. Ebbene sì, essere una signora non significa non essere eclettica.

Essere eclettica significa in prima cosa amar esplorare.

Io ho esplorato.

Conosco l’ Associazione Brescia Underground quasi per caso, non mi sono mai interessata di apogei, fiumi sotteranei, e nemmeno ho mai considerato che esistessero.

soci-bresciaunderground

La nostra terra ne è piena, semplicemente piena.

Fiumi, canali nascosti, rogge, tutto da scoprire. Uno scoprire diverso dal solito.

Cambiando punto di vista.

Loro fan così, nati il primo giugno 2006 si prefiggono come scopo principale la ricerca e l’esplorazione con la sua relativa documentazione del sottosuolo.

Sono i rivi come il Garza , Bova, Celato, Dragone a interessare la mia singolare gita.

2

Ma dirvi quali ho visto è impossibile. La sotto c’è buio, fa freddo e non si possono prendere appunti.

La mia guida è Andrea Poggi, un simpaticissimo ragazzo, la sa lunga, avrebbe parlato ore. Sarà stato il posto, il gorgoglio del fiume e la mia voglia di scoprire e di sapere, ma non avrei mai smesso di ascoltarlo. Avvincente il racconto della banda criminale che negli anni 70′ tentò un colpo scavando proprio sotto quei canali, vederne ancora i segni…Camminare con l’acqua al ginocchio in quello che era il fossato di un fiumiciattolo.

6

Il tuo occhio è la pila, limitato raggio di sole che ti fa intravedere solo il mentre e mai, né il prima, né il dopo. Questa è la nuova prospettiva che ti dicevo.

Considerare assieme al gruppo (20 persone) che il suddetto fiumiciattolo centinaia di anni fa era a ciel sereno, e accorgerti passo dopo passo che accanto a te il paesaggio cambia,  i suoi bordi sono quelli che erano i muri di veri e propri palazzi, oramai divenuti fondamenta e cantine.

16

Sposti la pila curiosa e tra un ragnetto e una telamora , comprendi che sei proprio vicina a ciò che rimane di finestre, inferiate , portoncini e gradini di molti di ex laboratori artigianali.  Gran parte erano concerie , dove si lavoravano le pelli,  dove in quei rigagnoli si sciacquavano e lavavano le stesse, dove si viveva e il corso d’acqua che era il fulcro del commercio. Lastricati in pietre romane, pareti di mattoni in cotto resistentissimi. Testimoni di una Brescia sotterrata, una città che non può più parlare, ma se vuoi , se ti avvicini a lei, può ancora sussurrare con i suoi apogei di quella che era la sua vita, anni e anni fa.

20

Così passi sotto i ponti,Sotto ciò che rimane della parte sottostante dei ponti. Cammini tra resti di epoche lontanissime, lontane e vicine. Sfiori reperti romani e ti appoggi a costruzioni recenti. Salti di centinaia di anni di storia a rendere quel luogo un mondo a sé, magico.

Passi e ti chiedi cosa ci sia sopra, ma Andrea ti precede e ti immagini altari di chiese, i loro pavimenti, scorgi i loro veri e propri archi sostenitori. Così sottoterra e così naso all’insù. Ti trovi a cercare piccole incisioni romane in qualche pilastro, impari a distinguere le epoche delle “ricoperture”, a comprendere veramente se quel pezzo di canale è stato chiuso recentemente oppure no, se han usato cemento armato o veri e propri mattoni di terracotta. Noti i terribili lastroni del periodo neonazista e l’armonia del cotto ottocentesco.

32

L’acqua scroscia, rumori, gorgoglii e botti lontani, chissà quanto lontani, ti fan rabbrividire in quelle gallerie buie, fredde e umide.

Ma ogni suono è amico

Se ci pensi sono i tombini, sollecitati dalle macchine tonfare lamentosi. Qualche scarico abusivo vomita il suo liquame, e qualche altro invece ci svela il segreto su dove se ne va l’acqua che sparisce dalle fontane. Cose a cui non trovi risposta, nella tua normalità,  là sotto diventano amiche  e tutto si colloca.  Ti ritrovi a dirtelo sempre più spesso: bastava pensarci prima, notarlo o semplicemente ascoltarlo. E lo riconoscevi.

Laggiù saluti  scheletri di Laghetti che, oramai prosciugati, dormivano da secoli nascosti dietro qualche muraglia. Botole dalle quali scorgi qualche cantina abbandonata. Dove prima c’era un conciaio ora… chi lo sa.

Finestre murate porte sbrangate, dietro magari una scansia piena di vecchi giocattoli. Allora mistero, vi lascio fantasticare.

30

Anche perché se vi raccontassi tutto sarebbe tolto il senso di fare questa gita che, vivamente, consiglio.

La curiosità vi spingerà a indossare tute, gambali, mascherina e cappello. Pila alla mano e tanto tanto coraggio . Non ho mai inciampato e ho fatto amicizia con un ragnetto e due topini. Son stata una vera signora anche qui, filo di perle o no, non ho fatto storie e spesso a carponi sono andata avanti.

Le guide son preparate e il percorso è messo in sicurezza.

Non ti resta che chiamare…

Associazione Brescia Underground

info@bresciaunderground.com

tel. 349/0998697

Li trovi anche su Facebook: https://www.facebook.com/Bresciaunderground?fref=ts

2 Comments

  1. Maria Rachele Maiavacca

    Beh….una signora è signora anche laggiù….

    Reply

  2. Maria Rachele Maiavacca

    Un avventura mozzafiato cari amici, cambiare prospettiva e riflettere su chi siamo e da dove veniamo, su come cambia il mondo e quanto ancora è li per essere ascoltato è magico!

    Reply

Leave a Comment

Your email address will never be published or shared and required fields are marked with an asterisk (*).

Connect with Facebook